Passeggiata VELLO-TOLINE

La passeggiata si snoda lungo la vecchia strada Vello-Toline, resa da alcuni anni ciclopedonale. Si comincia a Vello di Marone, poco più di un chilometro dopo le prime gallerie, a un livello inferiore rispetto alla strada statale, in corrispondenza di un apposito cartello che indica la pista.

Vello-Toline

Dal cimitero di Vello, a piedi o in bicicletta, si prosegue attraversando l’abitato di Vello. Dopo l’incontro con la prima galleria della pista, si continua, sempre costeggiando il lago, passando per il solco inciso della Valle Finale, per terminare al piccolo promontorio della Punta delle Croci Bresciane. Il ritorno coincide con il percorso di andata.

LA STRADA E’ STATA RIAPERTA AL TRANSITO DAL 16/07/2013.

Ciclopedonale Vello – Toline

Mille e cinquantasette giorni dopo essere stata chiusa per una frana – era il 13 agosto del 2010 – per la panoramica ciclopedonale Vello Toline è giunto il momento della tanto attesa riapertura. L’intervento di messa in sicurezza delle vecchia litoranea, costato 400 mila euro (178 mila dalla Comunità montana del Sebino, 34 mila dai Comuni di Marone e Pisogne, e 187 mila dalla Provincia di Brescia), è alle ultime ore. Mercoledì sera la stabilizzazione dei circa 800 metri di parete friabile che dalla località Val Finale (Pisogne) si dirige verso Marone, è terminata con la sistemazione degli ultimi tratti di rete paramassi.

Manca solo la pulizia della strada, che i Comuni compiranno nel fine settimana (sono ben accetti tutti i volonterosi che vogliano prestarsi ad aiutare), ed è probabile che l’atteso ritorno alla percorribilità avvenga la prossima settimana, quando i due primi cittadini avranno revocato il «divieto di transito».

L’accordo di programma tra gli enti coinvolti era stato firmato nel luglio del 2012. Dopo il bando, i lavori sono iniziati lo scorso mese di marzo e durati circa quattro mesi, arrivando in ritardo all’appuntamento con la chiusura dei cantieri, causa i 51 giorni di interruzione forzata per le forti e continue piogge di questa primavera.

Inutile dire che l’ormai prossima apertura della panoramica ha suscitato grande soddisfazione tra i vellesi, anche se rabbia e polemiche dei mesi scorsi non sono ancora dimenticati. «Per le attività di Vello è stato un periodo terribile – si sfoga il signor Omar, gestore del bar che si trova a pochi metri dalla prima galleria -. Data l’importanza del luogo non ci aspettavamo certo una chiusura di tre anni. Un periodo in cui l’alimentari tabaccheria, l’unico della nostra comunità, ha chiuso». E ora a Vello non c’è più nemmeno la possibilità di acquistare il pane o il sale.

Il Corno dei Trenta Passi – Fraz. Vello

Vello la passeggiata
Vello la passeggiata

Ve La ricordate la vecchia strada che collegava la vecchia SS510 orientale?
Oggi è chiusa per lavori in corso, sembra che l’amministrazione comunale, abbia intenzione di farvi costruire una bellissima pista ciclabile.
Noi in anteprima vi mostriamo le immagini della strada che toglie il fiato quando ci si trova ad attraversarla.

Appena posteggiata la macchina vicino al bar Athena di Vello, proseguiamo per 30 m. in direzione Nord, siamo davanti alla prima grotta chiusa per tutti, ma una volta passato quest’ostacolo vi immergerete in un’atmosfera tinta di antiche leggende e di storia.
Sembra ancora di vedere passare le vecchie macchine da quella strada, immaginiamo i ragazzi che si tuffano dagli scogli e la vecchia ferrovia che passa a pochi metri sopra le nostre teste sembra ancora solida.
Non si possono descrivere le miriadi di emozioni che mi hanno colto in quel momento.

La foto a fianco dimostra lo stato di abbandono dell’antica via di collegamento, sembra di trovarsi nel videogioco di “Tomb Raider” , la camminata è lunga e molto sono le sorprese che ci aspettavano lungo il percorso.

 

La nostra meta è il punto in cui leggenda e storia si incontrano in un miscuglio di bellissimi aneddoti riguardanti il famigerato “Corno dei trenta passi”.
Ci sono voluti circa 40 min. di camminata ma ne è valsa sicuramente la pena.
Abbiamo incontrato anche costoni di roccia caduti sulla strada ad indicare la pericolosità del luogo.

 

Si cerca di fermare la Roccia con reti di protezione in acciaio come dimostra la foto in alto. Se volete un consiglio, attendete che rendano tutta la strada sicura.
La tranquillità di questo posto è spaventosa, non abbiamo sentito un rumore, la strada è troppo lontana e a tratti percorre la nuova galleria e non ci sono persone che passano.

Abbiamo apprezzato a pieno la passeggiata fino a giungere al corno dei trenta passi, dove si dice che l’altezza della roccia che cade a strapiombo sul lago sia pari alla profondità del lago proprio sotto ad essa.
L’hanno chiamato il 30 passi per un motivo, no?