Monastero San Pietro in Lamosa

Monastero San Pietro in Lamosa

Situata poca a occidente dell’abitato di Provaglio d’Iseo, in fregio alla strada statale che qui scende bruscamente verso il lago d’Iseo, la chiesa di S. Pietro in Lamosa sorge sul cordone più interno dell’anfiteatro morenico sebino, là dove questo chiude contro il dirupo calcareo verticale del monte Cognolo.

Dalla sommità dell’altura, sulla quale si estende con profilo più basso il complesso dei fabbricati dell’ex monastero, essa domina la strada, la campagna e le “lame”, vaste paludi torbose da cui prende nome, che si spingono fino al lago.

Questa collocazione scenografica fa sì che il monumento, nonostante le modeste dimensioni, si stagli nel paesaggio come un segno architettonico di grande evidenza e suggestione.

 

Breve cronistoria

 

1083:           in seguito al disgregarsi dell’impero franco e all’insorgere dell’anarchia feudale,la Nostra chiesetta (composta da due absidiole a destra e sinistra di quella centrale, tuttora visibili) viene donata ai monaci cluniacensi.

1130:           lungo il lato nord della chiesetta originaria si aggiungono due eleganti cappelle, ancor oggi presenti.

1200:           il clima francescano influenza l’architettura del monastero, in questo secolo si aggiunge la terza cappella, si alza e si allungala chiesa, costruendo le tre arcate ancora visibili.

1536:           tra i pochi conventi cluniacensi rimasti, in questo anno la proprietà passa ai canonici regolari di S. Salvatore di Brescia. Viene aggiunta l’ultima cappella e modificata nuovamente l’architettura  della chiesa.

1765:           viene soppresso l’ordine di S. Salvatore e il monastero cambia proprietà passando ai canonici di S. Giovanni Evangelista di Brescia, ulteriormente tolto e venduto a privati i Sigg. Bergomi Francesco e F.lli.

1817:             cessa di essere chiesa parrocchiale, in quanto viene edificata quella attuale nel centro del paese.

1960:           di proprietà della famiglia Bonini, il complesso monasteriale subisce più di una depredazione.

1983:             la proprietaria Sig. ra Lina Goldoni ved. Bonini dona la chiesa di S. Pietro in Lamosa e l’antistante cappella cimiteriale alla Parrocchia di Provaglio d’iseo.

Da quel momento la suddetta struttura fu affidata in convenzione alla ASSOCIAZIONE AMICI DEL MONASTERO: associazione senza fini di lucro con il solo scopo di recuperare, gestire, animare e far conoscere il più possibile il grande patrimonio storico, artistico e culturale del paese.

GALLERIA FOTOGRAFICA

InternoSan Pietro LamosaAl tramontoMonastero S.Pietro in lamosa d'inverno

 

 

 

 

Lamette – lago d’Iseo

Le lamette che si trovano presso il lago d’iseo, sono una riserva naturale che una volta era meta ambita da cacciatori e pescatori del luogo che in questo antico e suggestivo paesaggio potevano praticare questi sport senza nessun tipo di restrizione.

 

Oggi, la “Lametta” è stata riconosciuta come parco naturale e quindi è stata chiusa alla pratica di questi sport.
I natanti non hanno il permesso di navigare all’interno di queste acque e guai ad avvicinarsi, infatti, sul lago sono state poste delle boe ad indicare il limite di navigazione dalla lama.

Il processo di chiusura è stato lungo e vario, infatti, inizialmente hanno vietato la caccia e la pesca, poi hanno interdetto la navigazione dello specchio d’acqua con imbarcazioni a motore, hanno vietato in seguito di procedere a piedi all’interno del territorio e infine hanno fermato tutto il traffico delle barche in lametta

Purtroppo dal mio punto di vista abbiamo perso la possibilità di visitare un luogo magico e ricco di specie animali assai rare e varie.
Bisognerebbe riaprirle con percorsi guidati e sentieri controllati.

Noi da piccoli facevamo tappa in questi luoghi per pescare e fare lunghe passeggiate, ma ora tutto questo non è permesso.

Torbiere lago d’iseo

La Riserva Naturale delle “Torbiere del Sebino” è una riserva naturale data in gestione alla Regione Lombardia che si è incaricata del gravoso compito di trovare enti e associazioni alle quali affidare il prezioso parco.
Oggi la gestione operativa è stata affidata ad un Consorzio tra Provincia di Brescia, Comunità Montana del Sebino e comuni sul cui territorio essa si trova (Iseo, Provaglio d’Iseo, Cortefranca).

La Torbiera si trova in un territorio paludoso a sud del Lago d’Iseo e comprende:
le Lame (distesa di vari canali e vasche di acqua nella parte inferiore del lago d’iseo, caratterizzata dalla presenza di fitti canneti e vegetazione molto varia formatasi dopo molti anni di scavi per ricercare la preziosa “torba”).
le Lamette (una sorta di acquitrinio che si trova proprio sul lago d’iseo tra i paesi di Iseo e Clusane, informazione utile per i pescatori: scordatevi di potervi avvicinare a questa zona e lanciare le vostre esche perchè sarete subito fermati dalle guardie n.d.r.), alcune vasche a sud e ad ovest (risultato degli scavi di depositi argillosi), alcuni prati e zone coltivate dagli agricoltori locali.

Complessivamente l’area della riserva copre una superfice assai vasta, infatti, è di circa 30 ha.
Per la sua estensione, le varie caratteristiche del terreno, per la storia che si porta appresso (sono stati ritrovati moltissimi oggetti risalenti al periodo del paleolitico), la fauna e la flora uniche nel genere e per i monumenti storici che si possono ritrovare:

– La chiesa di San Pietro in Lamosa.

San Pietro Lamosa

Questo parco assume un’importanza e un richiamo per il pubblico molto vasto offrendo uno stupendo territorio ricco di storia e cultura.

Lago palustre

Raccolta di torba

Vasche lacustri

Questa suddivisione riassume a grandi lineee quello che la storia ha voluto riservare alle Torbiere del Lago d’iseo. Essa ha inizio sul finire dell’ultima glaciazione, quando dopo il ritiro dei ghiacciai vide la comparsa del Lago d’Iseo, alto circa 10 metri più dello stato attuale.
Dopo molti anni, durante in quali, la natura fece il suo corso il livello del Sebino si abbassò e ritirandosi lasciò delle enormi distese acquitrinose che vennerero chiamate più avanti Torbiere.
La zona assunse un nuovo aspetto, sembrava infatti di trovarsi di fronte a distese di prati che, però, periodicamente si inondavano e si seccavano dando vita ad un vero e proprio territorio dinamico e in continuo mutamento, tutto questo da fonti storiche fino alla seconda metà del settecento.

Per informazioni: http://www.torbieresebino.it

Per visionare i percorsi delle Torbiere: https://www.torbieresebino.it/percorsi/