Tour Lago d’Iseo

Consigliamo vivamente per chi deve organizzare tour, visite guidate, gite per grest e scolaresche di affidarsi comodamente ai servizi dei barcaioli di monteisola che offrono parecchi pacchetti di gite e tour sul lago d’iseo

http://www.tourlagoiseo.it

 

I servizi dei barcaioli sono:

  • Servizio di Navigazione sul lago d’iseo (non di linea).
  • Confortevoli imbarcazioni della capienza di: 36/65/63 e 65 posti a sedere per comodi tour sul lago d’iseo e per montisola
  • Trasporto in tutte le localita’ del lago d’iseo.
  • Servizio di trasporto per hotel e ristoranti del lago d’iseo.
  • Trasporti per monteisola gite e visite organizzate principalmente per: piccoli gruppi di persone (anche 4), comitive, scolaresche, grest, feste fra amici, terza eta’ meeting, congressi, matrimoni, feste di coscritti, acli e altro ancora.

 

 

Isola di San Paolo – Monteisola

Il convento di S. Paolo , si nasce e si sviluppa con il passare di molti anni sopra un isolotto che all’ inizio era considerato uno scoglio deserto e abbandonato. Venne considerato un’ appendice dell’isola più grande ma entro a quali confini non era stato ben considerato.
In quei tempi Rinaldi aveva scritto con il suo stile seicentesco: “Io non voglio hora fare l’Archimede , nè tirar le linee de confini, assendo che nell’acque le cose non ponno ordinariamente havere fermezza; perciò ancora quelli di Siviano dicono che quanto al sito sia compreso nel distretto del loro commune, ma quanto alla pratica e consuetudine il tengono nel suo quelli di Peschiera…….”.

Isola di San Paolo

Iseo, Siviano e Peschiera si contendono quindi lo storico isolotto perchè fu per oltre sette secoli, la sede di una casa religiosa con l’assenza di una giurisdizione che ha fatto perdere le tracce sulla sua primitiva appartenenza, al Pagus d’Iseo. La sua dislocazione geografica lo colloca in linea diretta sulla navigazione dei porti di Lovere e Pisogne ed anche quello di Iseo qui i due porti avevano un attracco esclusivo. Questa linea costeggia il fianco roccioso di Siviano, rendendo così impossibile l’attracco e l’approdo in particolare per i barconi. L’isola di San Paolo che è piana viene facilmente raggiunta venendo così utilizzata come rifugio per i naviganti sorpresi da una improvvisa bufera.
La denominazione S. Paolo è data dal motivo che l’apostolo Paolo era un navigatore che tante volte affrontò e superò le bufere del mar Mediterraneo, sembra così una identificazione benefica della funzione, di rifugio che aveva questo scoglio.

Isola di San Paolo


Nel XI secolo l’isolotto passò di proprietà della famiglia dei Mozzi, che se ne era impossessata probabilmente illegalmente per usurpazioni molto facili e generali al tempo.
Nel 1091 i Mozzi lo (restituirono) o lo donarono al monastero dei Cluny, che vi instaurarono un priorato, dipendente però dal monastero bergamasco di S Paolo D’Aragon in Val Cavallina. Il priorato cluniacense, subentrò per riassumere le funzioni di ospitalità di questa Stazione , la quale, fu poi in seguito quello di Cremignane, fu poi subito oggetto alla S. Sede,alla quale era data tassa annua per esenzione. Nel numero di priorati cluniancensi bresciani solo questi ebbero la protezione apostolica; questo fatto fa sospettare che tale privilegio sia stato ottenuto per premunirsi contro ingerenze di chiesa nelle vicinanze, in poche parole verso l’arciprete e il capitolo della pieve d’Iseo, che avrebbero potuto vantare diritti di giurisdizione parrocchiale su tutti e tutto. Il monasterium exemptum S.t. Pauli in insula Lacuspassando così di proprietà( per compera o per usurpazione ? ) della nobile famiglia Fenaroli di Pilzone, che per rispettare antiche tradizioni del luogo, sacro alla contemplazione, alla preghiera e all’ospitalità, lo cedette ai frati Minori dell’Osservanza, mantenendo peròcon riserbo la sepoltura gentilizia.


Alessandro Fenaroli fu il fondatore del monastero degli Osservanti DOMUS SUAE ET PETRIAE DECUSÓ (decoro del casoto e della patria), morto il 15/08/1525 e sepolto nella chiesa di S. Paolo, davanti alla cappella dell’Immacolata che aveva eretto a sue spese. Sulla scritta sepolcrale del Rinaldi èriportata la scritta dove si afferma che egli FUHUIUS COENOBII DEVOTUS ERECTORÓ ( devoto costruttore di questo convento), ed il 1490, la data che gli storici francescani danno come probabile anno d’erezione I successori del Fenaroli fecero dipingere nel chiostro il loro stemma nobiliare per confermare il loro patronato gentilizio del convento, su cui loro ebbero continuo beneficio fino alla soppressione che avvenne nel Gennaio 1783. Così i 14 frati furono trasferiti nel convento di S. Francesco d’Iseo e l’isola passò così di proprietàprivata. Ora diventata una casa per villeggiature estive e non rimane più niente nè della chiesa nè del chiostro antico.

Al sig. Battista Berardelli si rivolse il Sig. Ghirardi che per l’isoletta sembrava che dovesse aver grandi progetti: un’ipotesi era quella che avrebbe installato una fabbrica di BANDE STAGNATE (lamierino stagno ), una cosa che era totalmente assente dalla produzione del territorio della Repubblica per cui si sarebbe assicurato il privilegio e l’esclusiva di produzione sul territorio.
La Serenissima che ara mai era in profonda crisi non diede risposta a Berardelli, che con una lettera il 22.2 -1785 , indirizzata al Ghirardi e girata a Venezia, rifece la sua offerta, impegnandosi a pagare un’affitto di £ 124 (all’epoca una cifra stratosferica).

Però Ghirardi nel mentre aveva fatto tracciare una cartina e stendere una relazione sulla possibile vendita dell’isolotto. Ma la Serenissima appunto in crisi non aveva intenzione di affittare ma voleva vendere così continuava a non prendere in considerazione le offerte di Berardelli che però non mollò l’osso e con una lettera il 6/5/1785 ci riprovò con motivi molto seri, descrivendo lo stato pietoso degli stabili, prendendosi la briga di badar personalmente a tutti gli edifici accontentandosi solo del reddito dato dagli orti.
Così a questo punto l’isolotto fu suo. Spinto poi dagli abitanti di Sensole, che erano stanchi di appartenere alla parrocchia di Siviano, domandò di poter riavviare al culto la propria chiesa.

CURIOSITA

  • Verso la fine dell’800, da fonti ormai certe, siamo in grado di poter affermare che l’isolotto era raggiungibile a piedi attraverso una strada che giungeva da Sensole, in alcuni periodi dell’anno, quando l’acqua era più bassa.
    Ancora oggi, visibile sott’acqua, a pochi metri dallo scafo della barca si può vedere parte dell’antico sentiero che congiungeva le due isole.
  • L’isola di San Paolo resta ad oggi uno dei punti più pescosi del lago d’iseo: coregoni, lucci, pesci persici e tinche.
    Molti sono i pescatori che si ritrovano a pescare attorno all’isola che grazie ai suoi fondali svariati, bassi per certi tratti con piane di diversi metri che non scendono al di sotto dei 9 metri, fino ad arrivare a profondità variabili che tocano anche i 100 metri.
  • Secondo alcune voci molto attendibili l’isolotto sarebbe ora di proprietà della famiglia Beretta (i famosi costruttori d’armi della Val Trompia residenti a Gardone).
    Per quanto ci riguarda non li abbiamo mai visti sull’isola, ma il custode (residente a Monteisola) cura e gestisce gli affari dell’isola per loro.

La Chiesa dei santi Faustino e Giovita di Siviano

Parrocchia di Siviano del XVI sec., ricostruita (1735-1754) sotto il parrocchiato di don Orazio Stefini (1730-1768) di Pilzone, benedetta nell’anno 1759; consacrata nel 1946. é costruita sulla cima della collina di Siviano, in parte creata sul terrapieno che costituisce il sagrato, sorretto da due grossi muri in pietra.

La FACCIATA è ad un ordine, con prima un portichetto neoclassico molto bello, un timpano mistilineo e da una lunetta liscia con tre pinnacoli provenienti dalla chiesa precedente che reggono delle croci in metallo, tripartita da lesene tuscaniche con due nicchie vuote nel registro mediano e finestra rettangolare con cornici e cimasa mistilinea.
PRONAO (1759) è di uno stile neoclassico dei primordi, con un arco mistilineo centrale alla cima di una scalinata e a due architravi laterali, appoggiati su di quattro colonne tuscaniche in bianco marmo di Carrara che si erigono dagli abachi di alti piedistalli con modanature a bastoncino multiplo nelle basi piramidali; una copertura a campana con soffitto piatto , lesene angolari, modanature a fascia nella gronda, soffitto formato da due spioventi su i quali si trova una croce ce in metallo. PORTALE (1759) è in marmo di Rezzato, di tipo lineare con due lesene tuscaniche decorate con bordini e candelabri, un architrave con modanatura a bastoncino multiplo e a fungere come capitello delle lesene sormontate da triglifi le stesse estremità.

Frontone curvo e mistilineo a cinque cordoni, raccordati da un concio di serraglia a foglia d’acanto sovrastante ad una conchiglia; spicca al centro il simbolo stilizzato dello Spirito Santo, la colomba con volute doriche delle ali e raggiera con funzione di cartiglio mistilineo e la scritta che riporta:

D.O.M.
AC
S.S. Faustino Ac iovitae
TITVLARIBVS NOSTRIS
DIE VIGESIMA SEPTEMBRIS
1759
H.S.A,
F.

Come scritto in rilievo MDCC su di un concio alla base quadrata; con una altezza di 39,50, a sezione unica elegante e massiccia, con corsi regolari di conci in roccia si medolo, che sono lavorati in modo magistrale in bugnato increspato, lesene angolari con spigoli bombati, con all’alta sezione dei due lati dalle feritoie, e termina con una modanatura a fascia e spigoli a gola liscia; archi a centro pieno nella cella campanaria con imposte, concludendosi con una modanatura a fascia poco aggettata, dalla quale partono delle merlature ghibelline: quattro sono angolari e altre quattro sono centrali. Si tratta del campanile precedente ricostruito sulle fondamenta.

L’INTERNO, ad una navata a pianta centrale con cupola su quattro archi a pieno centro, cappella maggiore con volta a calotta e relativi quattro archi a centro pieno “misura in lunghezza (che parte dal presbiterio e coro ) m 36, larghezza di 21m, con altezza di 22,60” (Trotti 1916); ha quattro altari laterali; è decorato da stucchi di “sobrio ed elegante stile corinzio, misto a barocco” (Trotti 1916) ed affreschi settecenteschi.
ALTAR MAGGIORE in marmo di Ome e marmo rosso di Caprino Veronese.
MADONNA DELLA SERIOLA CON I SANTI FAUSTINO E GIOVITA (XVIII Sec. , XIX sec) pala ad olio su tela, di Giacomo COLOMBO da Palazzolo sull’olio. Si distingue per i visi “paffutelli e tondeggianti con i nasini a punta e il modo saettante ed un poco metallico di condurre i panneggi, il gusto per le tonalità cromatiche accese e contrastanti, una abitudine nei confronti di composizioni dense di personaggi posti sopra l’altro “ (Angelo Loda). Che a parer nostro avrebbe bisogno di una bella ripulita.

Museo della RETE

Museo della rete

Un museo che offre la possibilità di un viaggio nell’attività che, per anni, ha costituito l’unico mezzo di sostentamento dell’isola: la pesca, con le sue tradizioni, con i suoi strumenti, con i suoi ricordi.

Prenotazione necessaria telefonando al: 345.91.43.707 chiedere di Daniela

Da vedere:
una mostra fotografica dell’archivio storico, reti, un’imbarcazione

Per informazioni contattare direttamente l’Ufficio Turistico di Monteisola, che risponde agli stessi numeri del museo, oppure il Comune, allo 030/9825226 – larete@laretesrl.it

Museo della Pesca – Peschiera Maraglio – Monteisola

 

Montisola – l’Isola più grande dei laghi europei

Il Comune di Monteisola che sorge sul’ omonima isola comprende anche le due isolette di San Paolo e di Loreto, la prima a sud, l’altra a nord.
Le tre isole formate da rocce calcari di medolo ( Lias e Triassico ), sorgono ad ovest dell’insenatura di Tavernola Bergamasca ed ad est sul CANALE DI SALE, di fronte al piccolo golfo che si è formato a Marone e la collina di Montecolo ( ISEO e SULZANO ).
Monteisola è l’isola lacustre più grande d’Europa, di forma quadrilatera con uno costiero di circa 11 km, originata dal sollevamento ad est degli strati di medolo che, inclinati da sud – est a nord – ovest, caratterizzano il profilo rettilineo del versante orientale sul Canale di Sale.
Sulla sponda occidentale crescono prosperose le Ginestre, il fiore del Lago d’Iseo, con antichi uliveti, mentre nella parte alta si estendono antichi campi tra boschi cedui, alberi da frutto, alcuni vigneti superstiti della moria per la fillossera che li colpì la inizio XX Secolo, prati e verso la sommità un castagneto; rare conifere dislocate in vari punti dell’isola ( Carzano, Cure, Menzino ) sono quello che resta della “ selva di larici e pini sopra Carzano, della quale ancora serbassi povere tracce “ ( Rosa, 1892 ) e dell’ultimo avanzo di una selva di alberi, nella località che ancor oggi si denomina SELVA, verso Menzino” ( Trotti, 1916 ), sradicata da una Sarneghera il 24 giugno 1859.

I centri storici SIVIANO, capoluogo, CARZANO, CURE, MASSE, MENZINO, NOVALE, OLZANO, PESCHIERA MARAGLIO, PORTO DI SIVIANO, SENSOLE, SENZANO, SINCHIGNANO.

Monteisola nel XI secolo era parte dei possedimenti del Monastero di S. Giulia di Brescia, condotta secondo i canoni dell’economia curtense; nei secoli successivi si crearono i due comuni di Siviano e di Peschiera.
L’ attuale comune si formò nel 1928 con l’ inserimento degli antichi paesi di Peschiera Maraglio e Siviano, per decisione del governo fascista con il nome di COMUNE DI SIVIANO. L’ attuale nome del comune è stato deciso negli anni cinquanta.
Il comune di Monteisola fa parte della Comunità Montana del Sebino Bresciano. La moderna strada in asfalto è lunga circa 25 km ed è stata eseguita in varie riprese dall’ anno 1966 al 1990 collega tutti i centri storici, ad oggi è in atto un progetto di creazione di un nuovo lungolago con partenza e arrivo a Peschiera Maraglio percorribile soltanto a piedi o in bicicletta, che percorrerà l’ intero perimetro dell’ isola in riva al lago.

Monte Isola - Vista da Sulzano - lago d'iseo
La principale strada collega Siviano ( la capitale ) con i due porti di collegamento alla terra ferma ( Carzano e Peschiera Maraglio ), qui vi giunge dopo il passaggio di Senzano. Dove si trova il bivio per Sinchignano una diramazione porta a Menzino conducendo poi attraverso le pendici ripide e boscose alla punta di Sensole dove poi diventa litoranea sull’ antico viale degli Ulivi, percorrendo la sponda meridionale sino a Peschiera Maraglio.