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Villa Ferrata – Montisola – Loc. Siviano

Villa Ferrata – Loc. Siviano Porto – Montisola

Fu costruita dalla famosa famiglia “Tommasi“, passò poi nella famiglia “Fenaroli-Bana”, in seguito passò alla famiglia “Zattini”, ora invece appartiene ai coniugi “Ferrata-Zattini”.
Prima che la Villa fosse risanata dal Restauratore Ferrata Adolfo negli anni venti, e venne rinomita “Villa Solitudine” era molto difficile avervi accesso e reperire informazioni ed immagini, oggi la Villa Ferrata al suo interno possiede un brolo recintato con viti e uliveti.

Nel portale è presente lo stemma “fenaroli” e la loggia tra beata è di bella fattura.
All’interno della Villa esiste una piccola cappella dove non si celebrano più funzioni da molto tempo, il giardino è curato nei minimi particolari.
Per i fortnati che possono visitarla la Villa risulta essere molto grande e piena di reperti storici e culturali di rilevanza.

Non è facile giungere al palazzo, ma ricordate che è assolutamente privato, la famiglia che la abita vi passa le sue vacanze estive e quindi non è libera da visitare.

Vi si giunge con il battello facendo scalo a “Siviano Porto“, oppure a piedi dal paese di Siviano, percorrendo una strada per circa 15 min. che collega il piccolo porto al resto del paese.

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Santa Barbara

Santa Barbara – SIVIANO

E’ una chiesa sussidiaria, donata “alla Fabbriceria di Siviano” (Trotti, 1916) da don Luigi Fenni; venne restaurata nel 1895 ed ora il Gruppo Artiglieri di Monteisola si occupa del suo mantenimento. Hanno rifatto la pavimentazione in marmo con lo stemma dell’associazione, curato il trasferimento sopra all’altare della pala originaria ed il nuovo collocamento della statua di S.Barbara, eseguita da ignoto, di semplice creazione artigianale,

LA FACCIATA

E’ a due ordini con delle lasene ed un quartetto di specchiature vuote.

IL PORTALE (1722)

In marmo di Sarnico decorato dalla presenza dello stemma Fenni /un’aquila incoronata, da due gigli fra aste incociate di due bandiere)

L’INTERNO

Ad una navata con volta a calotta e muri decorati con delle lasene ioniche in stucco a capitelli compositi, è “inspiratoa stile romanico, innalzato sopra un piano quadrilatero, con una rientranza nel punto dove incomincia l’altare unico” (Trotti, 1926).

A cura di Marco M.

 

Torre Martinengo - Siviano

Torre Martinengo – SIVIANO

Torre Martinengo - Siviano

Vicino alla chiesa parrocchiale nel centro storico di Siviano, a base quadrata, rastremata verso l’alto, a corsi regolari di conci in pietra locale che evidenziano la stratificazione, con una copertura di tetto in tegole, a due spioventi; sul lato con il portale lineare che di proprio a solo l’architrave, eccentrico, si notano tre finestre: al primo piano rettangolare situata sopra ad il portale, un’altra uguale al secondo piano, centrale con un ampia monofora ad arco ribassato con imposte e cornici in medolo, nella parte alta , alla quale corrisponde altra simile sul lato destro.

Gli edifici a monte della torre, sono probabilmente quanto resta del Castello Martinengo. I conti Frezenichi del ramo dei Martinengo di Siviano si estesero anche a Cogno dove costruirono case sulla sponda destra del torrente Trobiolo che scende dalla montagna di Borno. un semplice affresco è conservato su di una casa li vicina.
PORTALE in Sarnico, in via Siviano. Lineare, alla sommità di due gradini, con un grande mascherone nel suo centro, protetto dallo sgocciolatoio modanato a gola dorica; chiuso da una cancellata con sbarre in ferro a forma di lancia decorate ad anelli.
PORTALE di casa Fenni è ad arco a pieno centro, nel muro di cinta in pietra a vista, che si trova nel pieno centro storico , in conci di pietra locale, alternativamente divisi in due quadrati da una longanatura secondo lo stile bugnato e decorati con rosette come il concio di serraglia mentre alcuni sono lavorati ad unghia; tre belle mensole in pietra locale sostengono la copertura piatta in lastre della stessa pietra, parzialmente rifatte in scagliola con modanatura a gola diritta; è affiancato a destra da una panchina in pietra.
PORTALE ad arco a sesto acuto, in conci di porfido lavorati a bugnato semplice, si apre nello stesso muro del precedente.

COME RAGGIUNGERLA

Da Peschiera M. prendere il BUS per SIVIANO (20 min.)
Da Carzano prendere il BUS per SIVIANO (5 min.) oppure dato che sono 3 Km. di distanza proseguire a piedi per godersi la tranquillità della passeggiata.

Siviano

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Itinerario – da Siviano a Masse

Sentiero per MasseUn sentiero sconosciuto alla maggior parte dei turisti resta quello che da Siviano sale e arriva fino a Masse, piccola frazione di Monte Isola, dove quiete e natura la fanno da padroni.
Il Sentiero è semplice da trovare e, una volta imboccato, dopo poche centinaiA di metri, sarete a stretto contatto con la natura e avrete modo di poter visitare un posto che pochi conoscono godendo di uno splendido panorama.
Nelle foto che abbiamo raccolto troverete tutte le indicazioni visive per raggiungere il sentiero.
Arrivate a Masse chiedendo agli abitanti del posto avrete la possibilità di sostare nell’apposita area pic-nic poco fuori dal paese. Buona passeggiata

 

FOTOGRAFIE


Chiesa dei Santi Faustino e Giovita in Siviano

La Chiesa dei santi Faustino e Giovita di Siviano

Parrocchia di Siviano del XVI sec., ricostruita (1735-1754) sotto il parrocchiato di don Orazio Stefini (1730-1768) di Pilzone, benedetta nell’anno 1759; consacrata nel 1946. é costruita sulla cima della collina di Siviano, in parte creata sul terrapieno che costituisce il sagrato, sorretto da due grossi muri in pietra.

La FACCIATA è ad un ordine, con prima un portichetto neoclassico molto bello, un timpano mistilineo e da una lunetta liscia con tre pinnacoli provenienti dalla chiesa precedente che reggono delle croci in metallo, tripartita da lesene tuscaniche con due nicchie vuote nel registro mediano e finestra rettangolare con cornici e cimasa mistilinea.
PRONAO (1759) è di uno stile neoclassico dei primordi, con un arco mistilineo centrale alla cima di una scalinata e a due architravi laterali, appoggiati su di quattro colonne tuscaniche in bianco marmo di Carrara che si erigono dagli abachi di alti piedistalli con modanature a bastoncino multiplo nelle basi piramidali; una copertura a campana con soffitto piatto , lesene angolari, modanature a fascia nella gronda, soffitto formato da due spioventi su i quali si trova una croce ce in metallo. PORTALE (1759) è in marmo di Rezzato, di tipo lineare con due lesene tuscaniche decorate con bordini e candelabri, un architrave con modanatura a bastoncino multiplo e a fungere come capitello delle lesene sormontate da triglifi le stesse estremità.

Frontone curvo e mistilineo a cinque cordoni, raccordati da un concio di serraglia a foglia d’acanto sovrastante ad una conchiglia; spicca al centro il simbolo stilizzato dello Spirito Santo, la colomba con volute doriche delle ali e raggiera con funzione di cartiglio mistilineo e la scritta che riporta:

D.O.M.
AC
S.S. Faustino Ac iovitae
TITVLARIBVS NOSTRIS
DIE VIGESIMA SEPTEMBRIS
1759
H.S.A,
F.

TORRE CAMPANARIA (1700)

Come scritto in rilievo MDCC su di un concio alla base quadrata; con una altezza di 39,50, a sezione unica elegante e massiccia, con corsi regolari di conci in roccia si medolo, che sono lavorati in modo magistrale in bugnato increspato, lesene angolari con spigoli bombati, con all’alta sezione dei due lati dalle feritoie, e termina con una modanatura a fascia e spigoli a gola liscia; archi a centro pieno nella cella campanaria con imposte, concludendosi con una modanatura a fascia poco aggettata, dalla quale partono delle merlature ghibelline: quattro sono angolari e altre quattro sono centrali. Si tratta del campanile precedente ricostruito sulle fondamenta.

L’INTERNO, ad una navata a pianta centrale con cupola su quattro archi a pieno centro, cappella maggiore con volta a calotta e relativi quattro archi a centro pieno “misura in lunghezza (che parte dal presbiterio e coro ) m 36, larghezza di 21m, con altezza di 22,60” (Trotti 1916); ha quattro altari laterali; è decorato da stucchi di “sobrio ed elegante stile corinzio, misto a barocco” (Trotti 1916) ed affreschi settecenteschi.
ALTAR MAGGIORE in marmo di Ome e marmo rosso di Caprino Veronese.
MADONNA DELLA SERIOLA CON I SANTI FAUSTINO E GIOVITA (XVIII Sec. , XIX sec) pala ad olio su tela, di Giacomo COLOMBO da Palazzolo sull’olio. Si distingue per i visi “paffutelli e tondeggianti con i nasini a punta e il modo saettante ed un poco metallico di condurre i panneggi, il gusto per le tonalità cromatiche accese e contrastanti, una abitudine nei confronti di composizioni dense di personaggi posti sopra l’altro “ (Angelo Loda). Che a parer nostro avrebbe bisogno di una bella ripulita.