tassa di sbarco Monte Isola

Tassa di Sbarco

Tassa di Sbarco

tassa di sbarco Monte Isola

Per chi viene a Montisola, va ricordato che dal 1° Giugno del 2015 è stata introdotta, una sorta di TASSA DI SBARCO di 1 euro che verrà riscossa dalla Navigazione del Lago d’Iseo in fase di emissione del biglietto.

La tassa servirà a finanziare iniziative di carattere turistico. Per l’abbellimento del Paese e delle sue splendide frazioni e per la sistemazione dei sentieri, della cartellonistica e iniziative.

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Speriamo che questi soldi vengano utilizzati per questi scopi, in quanto trovarsi il costo del biglietto (già parecchio oneroso) gravato di un altro euro può fare la differenza anche al numero di visite sull’Isola.

Il conto è rapidamente fatto: FAMIGLIA di 4 PERSONE (Papà, Mamma e 2 figli di 6 e 8 anni) che parte dal Iseo e sbarca a Monte Isola (Peschiera Maraglio)

  1. Costo biglietto: 3,60 x 4 = 14,40
  2. 4 Tasse di sbarco: 1,00 x 4 = 4,00

Totale: 18,40 per andate e ritorno. Quasi il 30% dell’importo è relativo alla tassa di sbarco!

Insomma: da un lato, fa piacere pensare che questi soldi vengano impiegati per iniziative a scopo turistico, ma dall’altro lato, l’onere sostenuto dal visitatore è davvero importante e crediamo per questo, sia il caso che il Comune di Monte Isola metta ben in evidenza  le opere eseguite con questo “contributo” magari pubblicando sul loro sito internet un elenco sempre aggiorato.

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Periplo di Monteisola

Il giro attorno a Montisola a piedi è una di quelle escursioni che sanno rendere gioiosa e indimenticabile una giornata; per questo e per altre ragioni che vedremo più avanti non solo è una gita da effettuare ma è anche da suggerire a chi possiede un particolare feeling con la natura ed il paesaggio di altri tempi.

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Montisola infatti rievoca emozioni antiche, è verde e silenziosa e questo è ciò che più stupisce; ma merita anche di essere visitata per le sue rustiche borgate, per le sue tradizioni e più in generale per quell’atmosfera di serenità e di dolcezza che riesce a cogliere di sorpresa anche i visitatori più esigenti.

C’è inoltre da dire che Montisola detiene il primato di essere la più grande isola dei laghi italiani (e fors’anche europei); il suo periplo a lago (la nostra gita) è di nove chilometri per 600 metri di altezza; sulla stretta e rocciosa sommità si staglia, inconfondibile come un faro, l’antico Santuario della Madonna della Ceriola.

Frequenti sono i collegamenti tra l’isola e la terra ferma; battelli e traghetti fanno la spola tra Sulzano e Peschiera e tra Sale Marasino e Carzano (ma ci sono anche corse che partono da Iseo) ogni quindici-venti minuti a partire della 5 del mattino fino a notte.

Effettueremo l’escursione in senso antiorario partendo da Peschiera Maraglio, sulla punta sud-orientale dell’isola, nota per i retifici e per i suoi cantieri nautici (già attivi nel 1600), specializzati nella costruzione dei famosi “naecc”, barche da pesca in legno tipiche del lago d’Iseo. Da qui, lasciata a sinistra la deviazione per Senzano e Cure e imboccata la strada che si snoda in riva al lago, si prosegue per il porto commerciale e per Carzano raggiungibile dopo una quarantina di minuti di cammino.

Superato l’abitato che si attraversa per la stretta via principale (pittoreschi sono i due porticcioli) e la chiesa dedicata a san Giovanni Battista situata un poco in altura all’uscita del paese, si prosegue per Siviano (capoluogo dell’isola) che si presenta dopo avere lasciato, sulla destra al largo della costa, l’isoletta di Loreto. Spicca la torre medioevale dei Martinengo, mentre sul sottostante porticciolo (un vero gioiellino) raggiungibile mediante una breve deviazione, si affaccia la cinquecentesca villa Ferrata; i dintorni verdi e luminosi del paese, digradano a terrazze con viti e olivi.

Ancora un altro po’ di cammino e siamo a Sinchignano (metà giro) ed a un bivio dove noi prenderemo a destra per Menzino; la strada di sinistra sale a Senzano. Proseguendo sempre con ampie visuali si arriva poi a Sensole (un vialetto-scorciatoia sulla destra consente di scendere al paese più velocemente) sovrastato dalla possente Rocca Oldofredi (XIV-XV secolo); di fronte si scorge l’isoletta di San Paolo.

Ritornati sulla strada principale mediante un viottolo e seguendo quest’ultima verso destra (questo tratto è particolarmente bello), si fa ritorno al non lontano punto di partenza.

Se vi rimane tempo non perdete l’occasione di fare una puntata alla sommità del monte. Da quasi tutte le località costiere è possibile salire a piedi o in parte con i mezzi di pubblico servizio, al Santuario della Madonna della Ceriola. Da lassù il, panorama è grandioso e tutto da gustare.

Isola di San Paolo - Lago d'Iseo

Isola di San Paolo – Monteisola

Il convento di S. Paolo , si nasce e si sviluppa con il passare di molti anni sopra un isolotto che all’ inizio era considerato uno scoglio deserto e abbandonato. Venne considerato un’ appendice dell’isola più grande ma entro a quali confini non era stato ben considerato.
In quei tempi Rinaldi aveva scritto con il suo stile seicentesco: “Io non voglio hora fare l’Archimede , nè tirar le linee de confini, assendo che nell’acque le cose non ponno ordinariamente havere fermezza; perciò ancora quelli di Siviano dicono che quanto al sito sia compreso nel distretto del loro commune, ma quanto alla pratica e consuetudine il tengono nel suo quelli di Peschiera…….”.

Iseo, Siviano e Peschiera si contendono quindi lo storico isolotto perchè fu per oltre sette secoli, la sede di una casa religiosa con l’assenza di una giurisdizione che ha fatto perdere le tracce sulla sua primitiva appartenenza, al Pagus d’Iseo. La sua dislocazione geografica lo colloca in linea diretta sulla navigazione dei porti di Lovere e Pisogne ed anche quello di Iseo qui i due porti avevano un attracco esclusivo. Questa linea costeggia il fianco roccioso di Siviano, rendendo così impossibile l’attracco e l’approdo in particolare per i barconi. L’isola di San Paolo che è piana viene facilmente raggiunta venendo così utilizzata come rifugio per i naviganti sorpresi da una improvvisa bufera.
La denominazione S. Paolo è data dal motivo che l’apostolo Paolo era un navigatore che tante volte affrontò e superò le bufere del mar Mediterraneo, sembra così una identificazione benefica della funzione, di rifugio che aveva questo scoglio.
Nel XI secolo l’isolotto passò di proprietà della famiglia dei Mozzi, che se ne era impossessata probabilmente illegalmente per usurpazioni molto facili e generali al tempo.
Nel 1091 i Mozzi lo (restituirono) o lo donarono al monastero dei Cluny, che vi instaurarono un priorato, dipendente però dal monastero bergamasco di S Paolo D’Aragon in Val Cavallina. Il priorato cluniacense, subentrò per riassumere le funzioni di ospitalità di questa Stazione , la quale, fu poi in seguito quello di Cremignane, fu poi subito oggetto alla S. Sede,alla quale era data tassa annua per esenzione. Nel numero di priorati cluniancensi bresciani solo questi ebbero la protezione apostolica; questo fatto fa sospettare che tale privilegio sia stato ottenuto per premunirsi contro ingerenze di chiesa nelle vicinanze, in poche parole verso l’arciprete e il capitolo della pieve d’Iseo, che avrebbero potuto vantare diritti di giurisdizione parrocchiale su tutti e tutto. Il monasterium exemptum S.t. Pauli in insula Lacuspassando così di proprietà( per compera o per usurpazione ? ) della nobile famiglia Fenaroli di Pilzone, che per rispettare antiche tradizioni del luogo, sacro alla contemplazione, alla preghiera e all’ospitalità, lo cedette ai frati Minori dell’Osservanza, mantenendo peròcon riserbo la sepoltura gentilizia.

Isola di S.Paolo
Alessandro Fenaroli fu il fondatore del monastero degli Osservanti DOMUS SUAE ET PETRIAE DECUSÓ (decoro del casoto e della patria), morto il 15/08/1525 e sepolto nella chiesa di S. Paolo, davanti alla cappella dell’Immacolata che aveva eretto a sue spese. Sulla scritta sepolcrale del Rinaldi èriportata la scritta dove si afferma che egli FUHUIUS COENOBII DEVOTUS ERECTORÓ ( devoto costruttore di questo convento), ed il 1490, la data che gli storici francescani danno come probabile anno d’erezione I successori del Fenaroli fecero dipingere nel chiostro il loro stemma nobiliare per confermare il loro patronato gentilizio del convento, su cui loro ebbero continuo beneficio fino alla soppressione che avvenne nel Gennaio 1783. Così i 14 frati furono trasferiti nel convento di S. Francesco d’Iseo e l’isola passò così di proprietàprivata. Ora diventata una casa per villeggiature estive e non rimane più niente nè della chiesa nè del chiostro antico.

Al sig. Battista Berardelli si rivolse il Sig. Ghirardi che per l’isoletta sembrava che dovesse aver grandi progetti: un’ipotesi era quella che avrebbe installato una fabbrica di BANDE STAGNATE (lamierino stagno ), una cosa che era totalmente assente dalla produzione del territorio della Repubblica per cui si sarebbe assicurato il privilegio e l’esclusiva di produzione sul territorio.
La Serenissima che ara mai era in profonda crisi non diede risposta a Berardelli, che con una lettera il 22.2 -1785 , indirizzata al Ghirardi e girata a Venezia, rifece la sua offerta, impegnandosi a pagare un’affitto di £ 124 (all’epoca una cifra stratosferica).

Isola di San Paolo - Monte Isola

Isola di San Paolo – Monte Isola

Però Ghirardi nel mentre aveva fatto tracciare una cartina e stendere una relazione sulla possibile vendita dell’isolotto. Ma la Serenissima appunto in crisi non aveva intenzione di affittare ma voleva vendere così continuava a non prendere in considerazione le offerte di Berardelli che però non mollò l’osso e con una lettera il 6/5/1785 ci riprovò con motivi molto seri, descrivendo lo stato pietoso degli stabili, prendendosi la briga di badar personalmente a tutti gli edifici accontentandosi solo del reddito dato dagli orti.
Così a questo punto l’isolotto fu suo. Spinto poi dagli abitanti di Sensole, che erano stanchi di appartenere alla parrocchia di Siviano, domandò di poter riavviare al culto la propria chiesa.

CURIOSITA’

  • Verso la fine dell’800, da fonti ormai certe, siamo in grado di poter affermare che l’isolotto era raggiungibile a piedi attraverso una strada che giungeva da Sensole, in alcuni periodi dell’anno, quando l’acqua era più bassa.
    Ancora oggi, visibile sott’acqua, a pochi metri dallo scafo della barca si può vedere parte dell’antico sentiero che congiungeva le due isole.
  • L’isola di San Paolo resta ad oggi uno dei punti più pescosi del lago d’iseo: coregoni, lucci, pesci persici e tinche.
    Molti sono i pescatori che si ritrovano a pescare attorno all’isola che grazie ai suoi fondali svariati, bassi per certi tratti con piane di diversi metri che non scendono al di sotto dei 9 metri, fino ad arrivare a profondità variabili che tocano anche i 100 metri.
  • Secondo alcune voci molto attendibili l’isolotto sarebbe ora di proprietà della famiglia Beretta (i famosi costruttori d’armi della Val Trompia residenti a Gardone).
    Per quanto ci riguarda non li abbiamo mai visti sull’isola, ma il custode (residente a Monteisola) cura e gestisce gli affari dell’isola per loro.

 

 

Sentiero per la madonna della ceriola

Madonna della Ceriola – Itinerario

Per raggiungere la Madonna della Ceriola che si trova a Cure si può percorrere:

  • La strada asfaltalta (percorso lungo)

Scegliendo di seguire la strada asfaltata dovrete percorrere a piedi svariati Km. partendo da Peschiera Maraglio, passando per Senzano e arrivando a Cure. Dal paese di Cure dovrete salire lungo il sentiero che porta alla Ceriola che dista circa 1 Km. da percorrere lungo un sentiero ben segnalato.
Questo sentiero è utilizzato dalla maggior parte degli escursionisti dato che nessuno o pochissimi conoscono il sentiero che attraversa il bosco.

Sentiero per la madonna della ceriola

Sentiero per la madonna della ceriola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per raggiungere la Madonna della Ceriola che si trova a Cure si può percorrere:

  • L’antica mulattiera (percorso breve)

Scegliendo il passo dell’antica mulattiera avrete a disposizione un sentiero antico immerso nel verde del bosco e una fantastica veduta del lago.
Partite da Peschiera Maraglio e proseguite lungo la strada che porta a cure, salite per circa 150 m. lungo la via asfaltata, ora sarete molto vicini al sentiero che si trova sulla vostra destra, una volta imbocaccato non dovete far altro che seguirlo e in men che non si dica sarete giunti alla Madonna della Ceriola.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per approfondimenti potete visitare la pagina dedicata alla storia della MADONNA DELLA CERIOLA.

CONSIGLI

Per agevolare il percorso verso la Madonna della Ceriola con traghetto o battello dovete scendere nel paese di: PESCHIERA MARAGLIO principale porto di tutta Monte Isola.

Dal paese di peschiera da pochi anni è stato anche istituito un servizio di BUS Navetta speciale per raggiungere in brevissimo tempo il paesino di CURE dal quale poi in un 30 minuti sarete in grado di raggiungere il Santuario.

ORARI BUS NAVETTA

Scarica il PDF: bus-navetta-madonna-della-ceriola

Chiesa dei Santi Faustino e Giovita in Siviano

La Chiesa dei santi Faustino e Giovita di Siviano

Parrocchia di Siviano del XVI sec., ricostruita (1735-1754) sotto il parrocchiato di don Orazio Stefini (1730-1768) di Pilzone, benedetta nell’anno 1759; consacrata nel 1946. é costruita sulla cima della collina di Siviano, in parte creata sul terrapieno che costituisce il sagrato, sorretto da due grossi muri in pietra.

La FACCIATA è ad un ordine, con prima un portichetto neoclassico molto bello, un timpano mistilineo e da una lunetta liscia con tre pinnacoli provenienti dalla chiesa precedente che reggono delle croci in metallo, tripartita da lesene tuscaniche con due nicchie vuote nel registro mediano e finestra rettangolare con cornici e cimasa mistilinea.
PRONAO (1759) è di uno stile neoclassico dei primordi, con un arco mistilineo centrale alla cima di una scalinata e a due architravi laterali, appoggiati su di quattro colonne tuscaniche in bianco marmo di Carrara che si erigono dagli abachi di alti piedistalli con modanature a bastoncino multiplo nelle basi piramidali; una copertura a campana con soffitto piatto , lesene angolari, modanature a fascia nella gronda, soffitto formato da due spioventi su i quali si trova una croce ce in metallo. PORTALE (1759) è in marmo di Rezzato, di tipo lineare con due lesene tuscaniche decorate con bordini e candelabri, un architrave con modanatura a bastoncino multiplo e a fungere come capitello delle lesene sormontate da triglifi le stesse estremità.

Frontone curvo e mistilineo a cinque cordoni, raccordati da un concio di serraglia a foglia d’acanto sovrastante ad una conchiglia; spicca al centro il simbolo stilizzato dello Spirito Santo, la colomba con volute doriche delle ali e raggiera con funzione di cartiglio mistilineo e la scritta che riporta:

D.O.M.
AC
S.S. Faustino Ac iovitae
TITVLARIBVS NOSTRIS
DIE VIGESIMA SEPTEMBRIS
1759
H.S.A,
F.

TORRE CAMPANARIA (1700)

Come scritto in rilievo MDCC su di un concio alla base quadrata; con una altezza di 39,50, a sezione unica elegante e massiccia, con corsi regolari di conci in roccia si medolo, che sono lavorati in modo magistrale in bugnato increspato, lesene angolari con spigoli bombati, con all’alta sezione dei due lati dalle feritoie, e termina con una modanatura a fascia e spigoli a gola liscia; archi a centro pieno nella cella campanaria con imposte, concludendosi con una modanatura a fascia poco aggettata, dalla quale partono delle merlature ghibelline: quattro sono angolari e altre quattro sono centrali. Si tratta del campanile precedente ricostruito sulle fondamenta.

L’INTERNO, ad una navata a pianta centrale con cupola su quattro archi a pieno centro, cappella maggiore con volta a calotta e relativi quattro archi a centro pieno “misura in lunghezza (che parte dal presbiterio e coro ) m 36, larghezza di 21m, con altezza di 22,60” (Trotti 1916); ha quattro altari laterali; è decorato da stucchi di “sobrio ed elegante stile corinzio, misto a barocco” (Trotti 1916) ed affreschi settecenteschi.
ALTAR MAGGIORE in marmo di Ome e marmo rosso di Caprino Veronese.
MADONNA DELLA SERIOLA CON I SANTI FAUSTINO E GIOVITA (XVIII Sec. , XIX sec) pala ad olio su tela, di Giacomo COLOMBO da Palazzolo sull’olio. Si distingue per i visi “paffutelli e tondeggianti con i nasini a punta e il modo saettante ed un poco metallico di condurre i panneggi, il gusto per le tonalità cromatiche accese e contrastanti, una abitudine nei confronti di composizioni dense di personaggi posti sopra l’altro “ (Angelo Loda). Che a parer nostro avrebbe bisogno di una bella ripulita.

 

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