Vello la passeggiata

Il Corno dei Trenta Passi – Fraz. Vello

Vello la passeggiata

Vello la passeggiata

Ve La ricordate la vecchia strada che collegava la vecchia SS510 orientale?
Oggi è chiusa per lavori in corso, sembra che l’amministrazione comunale, abbia intenzione di farvi costruire una bellissima pista ciclabile.
Noi in anteprima vi mostriamo le immagini della strada che toglie il fiato quando ci si trova ad attraversarla.

Appena posteggiata la macchina vicino al bar Athena di Vello, proseguiamo per 30 m. in direzione Nord, siamo davanti alla prima grotta chiusa per tutti, ma una volta passato quest’ostacolo vi immergerete in un’atmosfera tinta di antiche leggende e di storia.
Sembra ancora di vedere passare le vecchie macchine da quella strada, immaginiamo i ragazzi che si tuffano dagli scogli e la vecchia ferrovia che passa a pochi metri sopra le nostre teste sembra ancora solida.
Non si possono descrivere le miriadi di emozioni che mi hanno colto in quel momento.

La foto a fianco dimostra lo stato di abbandono dell’antica via di collegamento, sembra di trovarsi nel videogioco di “Tomb Raider” , la camminata è lunga e molto sono le sorprese che ci aspettavano lungo il percorso.

 

La nostra meta è il punto in cui leggenda e storia si incontrano in un miscuglio di bellissimi aneddoti riguardanti il famigerato “Corno dei trenta passi”.
Ci sono voluti circa 40 min. di camminata ma ne è valsa sicuramente la pena.
Abbiamo incontrato anche costoni di roccia caduti sulla strada ad indicare la pericolosità del luogo.

 

Si cerca di fermare la Roccia con reti di protezione in acciaio come dimostra la foto in alto. Se volete un consiglio, attendete che rendano tutta la strada sicura.
La tranquillità di questo posto è spaventosa, non abbiamo sentito un rumore, la strada è troppo lontana e a tratti percorre la nuova galleria e non ci sono persone che passano.

Abbiamo apprezzato a pieno la passeggiata fino a giungere al corno dei trenta passi, dove si dice che l’altezza della roccia che cade a strapiombo sul lago sia pari alla profondità del lago proprio sotto ad essa.
L’hanno chiamato il 30 passi per un motivo, no?

 

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Montisola – l’Isola più grande dei laghi europei

Il Comune di Monteisola che sorge sul’ omonima isola comprende anche le due isolette di San Paolo e di Loreto, la prima a sud, l’altra a nord.
Le tre isole formate da rocce calcari di medolo ( Lias e Triassico ), sorgono ad ovest dell’insenatura di Tavernola Bergamasca ed ad est sul CANALE DI SALE, di fronte al piccolo golfo che si è formato a Marone e la collina di Montecolo ( ISEO e SULZANO ).
Monteisola è l’isola lacustre più grande d’Europa, di forma quadrilatera con uno costiero di circa 11 km, originata dal sollevamento ad est degli strati di medolo che, inclinati da sud – est a nord – ovest, caratterizzano il profilo rettilineo del versante orientale sul Canale di Sale.
Sulla sponda occidentale crescono prosperose le Ginestre, il fiore del Lago d’Iseo, con antichi uliveti, mentre nella parte alta si estendono antichi campi tra boschi cedui, alberi da frutto, alcuni vigneti superstiti della moria per la fillossera che li colpì la inizio XX Secolo, prati e verso la sommità un castagneto; rare conifere dislocate in vari punti dell’isola ( Carzano, Cure, Menzino ) sono quello che resta della “ selva di larici e pini sopra Carzano, della quale ancora serbassi povere tracce “ ( Rosa, 1892 ) e dell’ultimo avanzo di una selva di alberi, nella località che ancor oggi si denomina SELVA, verso Menzino” ( Trotti, 1916 ), sradicata da una Sarneghera il 24 giugno 1859.

I centri storici SIVIANO, capoluogo, CARZANO, CURE, MASSE, MENZINO, NOVALE, OLZANO, PESCHIERA MARAGLIO, PORTO DI SIVIANO, SENSOLE, SENZANO, SINCHIGNANO.

Monteisola nel XI secolo era parte dei possedimenti del Monastero di S. Giulia di Brescia, condotta secondo i canoni dell’economia curtense; nei secoli successivi si crearono i due comuni di Siviano e di Peschiera.
L’ attuale comune si formò nel 1928 con l’ inserimento degli antichi paesi di Peschiera Maraglio e Siviano, per decisione del governo fascista con il nome di COMUNE DI SIVIANO. L’ attuale nome del comune è stato deciso negli anni cinquanta.
Il comune di Monteisola fa parte della Comunità Montana del Sebino Bresciano. La moderna strada in asfalto è lunga circa 25 km ed è stata eseguita in varie riprese dall’ anno 1966 al 1990 collega tutti i centri storici, ad oggi è in atto un progetto di creazione di un nuovo lungolago con partenza e arrivo a Peschiera Maraglio percorribile soltanto a piedi o in bicicletta, che percorrerà l’ intero perimetro dell’ isola in riva al lago.

Monte Isola - Vista da Sulzano - lago d'iseo
La principale strada collega Siviano ( la capitale ) con i due porti di collegamento alla terra ferma ( Carzano e Peschiera Maraglio ), qui vi giunge dopo il passaggio di Senzano. Dove si trova il bivio per Sinchignano una diramazione porta a Menzino conducendo poi attraverso le pendici ripide e boscose alla punta di Sensole dove poi diventa litoranea sull’ antico viale degli Ulivi, percorrendo la sponda meridionale sino a Peschiera Maraglio.

Vista di Iseo

Iseo

La cittadina di Iseo (da cui prende il nome il lago) si trova nell’insenatura sudorientale, dalle torbiere che si estendono con canneti sino al lago, oltre questi poi si trovano la collina preglaciale di Cremignane e le colline moreniche di Clusane, dopo di che sulla costa nordorientale si estende un tratto pianeggiante su cui si erge Iseo, lungo il quale poi si trovano le colline di Montecolino e Montecolo, sino a Pilzone dove si trovano le pendici del monte Punta dell’Orto. Il Cortelo, che è il corso d’acqua più conosciuto nelle zone, nasce sulle pendici meridionali del monte, punta poi verso il lago dove sfocia nella zona del lido dei Platani. Iseo ha 5 frazioni: Clusane, Cremignane, Covelo, Pilzone e la più piccola che si erge sul monte del paese che si chiama Bosine, proprio sulla strada che porta in Val Trompia.

Il comune d’Iseo fa parte della Comunità Montana del Sebino Bresciano. Le strade più importanti che passano in zona sono la SS 510 con il nuovo raccordo che la unisce alle due (SP71 e la SP 11), con quest’ultima si collega poi la SP 12 che porta a Clusane e Paratico; poi c’è anche la strada provinciale 48 che conduce in Val Trompia, passando per la piccola frazione di Bosine, ed anche per il comune di Polaveno. Nel comune di Iseo è presente anche una delle più importanti stazioni della rete ferroviaria (Brescia, Iseo, Edolo) che fa parte della società FNME di Milano.

 


Prima della creazione di questa ferrovia tutti i materiali passavano per il paese ma con il suo arrivo tutto andò in decadimento. All’inizio del XVII Sec. alla base dell’economia iseana c’era l’industria tessile, quando in località Casella, furono piantate le prime piante per la bachicultura. La prima filanda nacque infatti ad Iseo, che già nel 1750 aveva filanda e filatoi di seta. Nel 1768 vi furono poi tre telai di seta e 16 folli per i panni, 41 telai per il Lino e 5 tintorie. Fin dall’antichità, Iseo è un importante centro di navigazione con regolari linee e con il primo piroscafo a vapore queste vennero aperte nel 1834. Ad Iseo a tuttora sede l’ispettorato di porto con tre porti, due cantieri d’assistenza, il Club nautico derivato dalla Sezione del Rowing Club di Torino, ai quali ci sono da aggiungere altri due porti ed un cantiere d’assistenza posizionato a Clusane, uno ancora poi nel porto della frazione di Pilzone. Il turismo è alla base dell’economia del paese.

 

Le strutture ricettive e sportive sono dislocate sulla sponda del lago. I turisti hanno un afflusso continuo in ogni stagione, in special modo ad Iseo, dove nella piazza centrale, sono organizzati diversi mercati a scadenze fisse: il martedì mercato ridotto, il venerdì mercato grande, il mercatino dell’antiquariato (terza domenica di ogni mese), il mercato dell’artigianato (quarta domenica di ogni mese) e la tradizionale Fiera del Venerdì Santo. Inoltre nei centri storici vengono organizzate delle manifestazioni di supporto del turismo: mostre di pittura all’interno dell’Arsenale, mostre fotografiche presso l’ufficio turistico. Manifestazioni musicali: La Rosa D’Oro concorso canoro per bambini (si tiene in Maggio), concerti della banda cittadina, Iseo jazz, affiancate da parate folkloristiche come a carnevale (es. quello clusanense) ed oppure manifestazioni sportive come il Trofeo Sassabanek – C.O.N.I. presso il Lido di Sassabanek.

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Isola di Loreto

Isola di Loreto

Isola di Loreto vista da Montisola

La piccola Isola di Loreto si trova a nord di Monteisola Ora di proprietà privata, è abitata da molti secoli. Gabriele Rosa vi notò “ruderi di mura e di due torricelle quadrate”, che sono i resti di antiche fortificazioni. Alla fine del XV Sec l’isola diventò proprietà delle Suore di S.Chiara che erano parte del monastero di Brescia, facendo così ergere un convento. Nel 1580, i tempi in cui S.Carlo Borromeo doveva portare visita al convento.

Le Clarisse era già andate via dall’isola ma come si sa vi aveva preso dimora un eremita, di nome Pietro il quale, aveva aperto una scuola per fanciulli abusivamente e che fudiffidato dal Santo a proseguire. Notata dal Rosa sull’isola abbandonata “le vestigia di cappelletta volta ad oriente, come si usava prima del 1500″ (Rosa, 1892)”
Nel 1910, era già stato costruito un castello in stile neogotico dal cav. Vincenzo Richieri, che intorno ad esso aveva fatto crescere un magnifico parco di conifere, con il porticciolo e due torricelle.
L’isola è presente nella mappa censuaria di Siviano, con il n 1470 con una superficie pari a 35 aree e con una rendita censuaria di £3.47. Questa era di proprietà della Duchessa Felicita Bevilacqua La Masa, ed un tempo faceva parte dei premi di una grande Lotteria, che poi venivano trasformati in denaro grazie ad una convenzione colla Banca Nazionale. Una volta morta la Duchessa , l’isola diventò dell’erede L’O.P.

L’asilo di Quite Bevilacqua La Masa, che aveva sede a Verona, che con un atto il 9/10/1900 ne fece vendita al comm. Vincenzo Richeri, capitano di vascello nella R.Marina e marito della Signora Giannina Zirotti di Sale Marasino. Il compratore eresse sull’isola un’elegante villa, dove vi è una collezione di belle, ricche ed antiche medaglie, che furono trovate durante gli scavi per ereggere l’elegante edificio. Da un’insenatura con due torrette faro, si risale alla villa che ha una pianta rettangolare ed è alta due piani. La villa è di aspetto molto suggestivo grazie alla sua torretta, alle merlature, a muri di pietra chiara ed ad una visione prospettica che si può godere dal lato, dato che si erge su di uno scoglio a strapiombo sul lago.

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